Noi insegnanti siamo persone strane; soprattutto gli insegnanti maschi.
Agli amici che mi dicono voi insegnanti non fate niente tutto il giorno... e le ferie... e i pomeriggi liberi e... io rispondo potevi fare l'insegnante anche tu; potevi fare anche tu una quindicina d'anni di precariato per arrivare a prendere 1.400 euro al mese. Allora cambiano discorso, stanno zitti oppure fingono di non sapere che è quello lo stipendio di un docente di scuola media. Insisto prova tu a rientrare nella caverna tutti i giorni, a lavorare con un gruppo di preadolescenti in piena tempesta ormonale e a uscirne soddisfatto del tuo lavoro.
Mi diverto molto quando qualche professionista viene a parlare ai miei studenti. Io non li indottrino con le solite storie che devono comportarsi bene o che devono rispettare l'ospite; mi diverto invece ad osservare come l'improvvisato docente provi a conquistarsi l'attenzione e la fiducia di questi ragazzi che quasi sempre vengono trattati da persone più stupide di quello che in realtà sono e quindi alla fine, cominciano a fare confusione e a innervosire il relatore. Dopo un'esperienza come questa le reazioni sono di solito due: la prima è del tipo ma cosa vi hanno insegnato i vostri professori in questi anni? Sono proprio degli incapaci... oppure, la seconda, ma come fanno a lavorare in queste condizioni; gli insegnanti sono proprio dei santi con una grande capacità di sopportazione.
Quasi mai si pensa che dietro alla decisione di fare questo mestiere ci siano scelte legate ad una idea di crescita professionale. L'insegnante è un sognatore un po' saquattrinato incapace di vivere nel mondo degli adulti si pensa comunemente quando se ne pensa bene. Forse è vero.
Io però con questo blog vorrei dimostrare che è anche molto altro.
segue
Il prossimo pezzo: Perché ho fatto l'insegnante
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